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PFAS nei cosmetici: il 2026 sarà davvero l’anno dello stop definitivo?

PFAS nei cosmetici: il 2026 sarà davvero l’anno dello stop definitivo?

11.02.2026.

PFAS nei cosmetici: il 2026 sarà davvero l’anno dello stop definitivo?

La bellezza non è solo una questione di estetica, ma anche di responsabilità verso l’ambiente che ci ospita.
Alcuni ingredienti invisibili nelle nostre routine quotidiane possono lasciare tracce molto più durature
di quanto immaginiamo. È il caso dei PFAS, sostanze chimiche persistenti e potenzialmente tossiche
per l’ambiente e la salute, che mettono la cosmetica di fronte a una nuova sfida di sostenibilità.

Facciamo un passo indietro: cosa sono i PFAS?

Per definizione i PFAS sono “sostanze fluorurate che contengono almeno un atomo di carbonio
di metile o metilene completamente fluorurato”. Si tratta di molecole particolarmente stabili e resistenti,
note con l’appellativo di forever chemicals.

Nel settore cosmetico oggi i PFAS sono meno diffusi rispetto al passato, ma non sono ancora
completamente scomparsi. Sono stati a lungo utilizzati per specifiche funzioni tecniche, in particolare:

  • Rivestimento dei pigmenti: migliorano l’adesione sulla pelle, garantendo maggiore tenuta e resa cromatica più intensa e uniforme.
  • Azione filmogena: rendono la texture più liscia e omogenea e aumentano la durata del trucco.
  • Effetto impermeabilizzante: conferiscono resistenza ad acqua, sudore e umidità nei prodotti waterproof.

Quali sono gli effetti dei PFAS sulla pelle?

Nei cosmetici attuali i PFAS sono presenti in quantità sempre più ridotte e, nella maggior parte dei casi,
non sono associati a effetti acuti immediati sulla pelle. Anzi, alcuni studi suggeriscono che determinate molecole appartenenti a questa classe possano interagire con la barriera cutanea favorendo una lieve penetrazione attraverso lo strato corneo e un possibile
accumulo locale nel tempo.

Gli effetti ipotizzati riguardano alterazioni più sottili e indirette, come una possibile interferenza con i meccanismi di rinnovamento della barriera, una ridotta capacità della pelle di rispondere agli stress ambientali e in soggetti predisposti, fenomeni di sensibilizzazione a una maggiore reattività cutanea.

Come facciamo a sapere se un cosmetico contiene PFAS?

Molti consumatori pensano che basti cercare la parola “PFAS” sull’etichetta, ma in realtà questi composti compaiono nell’INCI con denominazioni diverse. Spesso contengono prefissi  come “perfluoro-”, “fluoro-” o sigle come PTFE. Alcuni esempi:

  • PTFE (Politetrafluoroetilene): agente scorrevole, miglioratore della texture.
  • Perfluorooctyl Triethoxysilane: agente idrorepellente, modificatore di superficie.
  • C9-15 Fluoroalcohol Phosphate: agente filmogeno, emulsionante.
  • Perfluorononyl Dimethicone: agente condizionante, protettivo cutaneo.
  • Hydrofluorocarbon: propellente.
  • Perfluorodecalin: vettore di ossigeno, agente condizionante cutaneo.
  • Acetyl Trifluoromethylphenyl Valylglycine: attivo anti-age, agente condizionante per la pelle.
  • Polyperfluoromethylisopropyl Ether: solvente, agente condizionante per la pelle.

ATTENZIONE! Il solo fluoro nei dentifrici non è un PFAS e non ha nulla a che fare con i cosmetici contenenti PFAS. La sua funzione principale è di rinforzare lo smalto dei denti e donare una protezione dalle carie.

Cosa dice la ricerca scientifica

Ci sono diversi recenti studi che si sono occupati dei PFAS in campo cosmetico. Un primo studio ha analizzato 31 prodotti cosmetici per valutare la presenza di PFAS. Lo studio sottolinea che i cosmetici rappresentano una potenziale fonte di esposizione umana e di rilascio ambientale di PFAS, rafforzando l’importanza di strategie di riduzione e sostituzione. Un secondo studio ha concluso che l’uso ripetuto e cumulativo nel tempo può contribuire all’esposizione complessiva dell’individuo. Nel complesso, i dati scientifici di

Nel complesso, i dati scientifici convergono su un punto chiave:

Ridurre l’impiego di PFAS nei cosmetici rappresenta una scelta prudente sia per la tutela della salute sia per la protezione dell’ambiente.

Cosa dice la legge oggi sui PFAS?

Il Regolamento Cosmetici (CE) n. 1223/2009 vieta l’uso di alcune sostanze specifiche,
tra cui PFOS, PFOA, PFNA e PFDA, inserite nell’Allegato II come ingredienti proibiti.

Parallelamente, il regolamento REACH (CE n. 1907/2006) classifica diversi PFAS come SVHC
(sostanze estremamente preoccupanti) e ne limita l’immissione sul mercato.

Il quadro normativo indica una direzione chiara: la progressiva eliminazione dei PFAS
dal mercato europeo. In Francia, dal 1° gennaio 2026, i cosmetici venduti sul territorio
non conterranno più PFAS.

Negli Stati Uniti, la FDA ha recentemente pubblicato un report affermando che
“i dati disponibili per determinare la sicurezza di queste sostanze chimiche nei prodotti
cosmetici sono insufficienti”.

In conclusione…

I PFAS sono stati a lungo alleati preziosi della formulazione cosmetica, capaci di garantire
texture impeccabili e performance elevate.

Tuttavia, il loro impatto ambientale e la loro persistenza non sono più ignorabili.

La progressiva eliminazione dei PFAS nasce da una scelta di prevenzione consapevole:
ridurre l’esposizione a sostanze persistenti e non essenziali, soprattutto in prodotti
di uso quotidiano.

Se il 2026 sarà davvero l’anno dello stop definitivo, potrà rappresentare un cambiamento culturale importante:
una bellezza che funziona, innova e performa, senza lasciare tracce indesiderate sulla pelle e sul pianeta.


Bibliografia

  1. Schultes L. et al., 2018. Per- and polyfluoroalkyl substances and fluorine mass balance in cosmetic products from the Swedish market.
  2. Keawmanee S. et al., 2024. Concentration and health risk assessment of PFAS in cosmetic products.
  3. AIRC – Informazione corretta su rivestimenti antiaderenti.
  4. L’Oréal – PFAS nei cosmetici.
  5. Mayilswami S. et al., 2025. Potential human health effects of PFAS prevalent in aquatic environment. Royal Society of Chemistry.
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