Negli ultimi anni il mondo della cosmetica ha vissuto una piccola rivoluzione silenziosa: diversi ingredienti molto comuni, presenti da decenni nelle nostre creme, make-up e profumi, sono stati vietati o limitati dal Regolamento Europeo 1223/2009, che è sempre in continuo aggiornamento.
Dietro ogni divieto o restrizione c’è un’attenta valutazione scientifica sulla sicurezza per la salute umana e sull’impatto ambientale.
Ripercorriamo insieme i cambiamenti che sono stati messi in atto dall’UE negli ultimi anni:
1. 2022: Lilial – Addio alla nota di mughetto
Il Butylphenyl Methylpropional (più noto come Lilial) è stato fino a poco tempo fa un ingrediente cosmetico amatissimo dai profumieri per la sua sfaccettatura floreale simile al mughetto.
Dal 1° marzo 2022, non può più essere usato nei cosmetici venduti nell’Unione Europea, poiché è stato riclassificato come CMR (presunto tossico per la riproduzione, categoria 1B).
Dove si trovava?
Nelle fragranze di innumerevoli cosmetici, come creme viso e corpo e altri prodotti skincare, e come nota di cuore in eau de parfum ed eau de toilette.
Perché è stato vietato?
Il divieto del Lilial in campo cosmetico rappresenta un’azione prettamente precauzionale. Dato che questa sostanza era ampiamente utilizzata anche in detersivi e ammorbidenti, questa esposizione non poteva essere facilmente controllata; quindi, l’Unione Europea ha scelto di adottare la massima precauzione vietando completamente la sostanza.
La sua eliminazione ha spinto l’industria a cercare alternative olfattive: molecole “mughettolike” più sicure e spesso di nuova generazione, che oggi troviamo in fragranze e detergenti.
2. 2023: Glitter e microplastiche – la svolta ambientale
I glitter sono microplastiche, ovvero particelle con dimensioni inferiori a 5mm.
Nel 2023 l’UE ha introdotto il divieto progressivo dei glitter in plastica non biodegradabile, insieme a molte altre microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti.
Dove si trovavano?
Nei prodotti di make-up come ombretti e lipgloss e in prodotti skincare glitterati come olii corpo e capelli.
Perché sono stati vietati?
L’obiettivo è ridurre l’inquinamento marino e l’accumulo di particelle persistenti nell’ecosistema.
Oggi le aziende si orientano verso bioglitter e polveri minerali, che mantengono la brillantezza senza lasciare tracce dannose negli oceani.
3. 2025: Retinolo e derivati – la vitamina A sotto osservazione
Il retinolo e i suoi derivati fanno parte della categoria dei retinoidi, ovvero di quelle sostanze collettivamente note come vitamina A, che nei cosmetici riescono a stimolare i fibroblasti per la produzione di nuovo collagene e favoriscono il turnover cellulare.
Dal 2025 entrano in vigore nuove restrizioni sull’uso di questi ingredienti, che abbassano il limite ammesso nelle formulazioni cosmetiche.
Dove si trovano?
In creme, sieri e maschere anti-age viso e corpo.
Perché sono soggetti a restrizione?
Per evitare l’eccessiva esposizione cumulativa, considerando che la vitamina A viene assunta anche con l’alimentazione.
Il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (CSSC), nel parere del 6 ottobre 2016, ha dichiarato che l’uso della vitamina A è sicuro nei cosmetici, ma ha evidenziato che l’esposizione complessiva alla vitamina A nella popolazione potrebbe superare i livelli di sicurezza definiti dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.
I nuovi limiti fissano concentrazioni massime ben precise: 0,05% nei prodotti per il corpo e 0,3% nei cosmetici leave-on per il viso.
Una sfida per i brand di skincare, che hanno dovuto bilanciare nuovamente l’efficacia degli attivi con le conformità normative.
4. 2025: Fotoiniziatori e ammine aromatiche – nuove esclusioni
Il Regolamento 1223/2009 inserisce in Allegato II (che racchiude le sostanze vietate) due nuovi ingredienti:
Dove si trovavano?
Nei gel per unghie professionali come iniziatori della polimerizzazione dei gel.
Perché sono stati vietati?
Ufficialmente il TPO è stato classificato come CMR 1B, presunto tossico per la riproduzione umana, quindi il divieto è immediato. Sul DMTA non esistono ancora pareri recenti del SCCS, ma rientra nell’azione coordinata dell’UE per eliminare sostanze con potenziali rischi tossicologici dai prodotti cosmetici.
La messa al bando per entrambi è motivo di prevenzione, in quanto non esistono prove certe che il TPO sia tossico per la riproduzione umana.
Entrambi non sono più autorizzati in cosmetica dal [1]° settembre 2025. Un cambiamento importante per il settore professionale delle unghie, che dovrà sostituire queste sostanze.
Le alternative green al momento sono in studio e comprendono fotoiniziatori da fonti rinnovabili o vegetali.
Questi esempi dimostrano come il panorama regolatorio cosmetico Europeo sia in costante evoluzione, con l’obiettivo di tutelare sia il consumatore sia l’ambiente. Ogni aggiornamento impone alle aziende un esercizio di innovazione responsabile: trovare ingredienti alternativi, riformulare, garantire performance ed esperienza sensoriale senza compromessi di sicurezza.
È interessante notare che i divieti e le restrizioni spesso derivano da un’azione preventiva a tutela della sicurezza del consumatore, e qui SKINECO ricorda l’importanza del principio di precauzione: meglio prevenire l’esposizione a sostanza potenzialmente dannose, anche se non lo sono in modo certo.
La cosmesi del futuro sarà sempre più un equilibrio tra creatività formulativa e rigore scientifico — un percorso che, seppur complesso, aumenta la fiducia dei consumatori nei prodotti che ogni giorno entrano in contatto con la loro pelle.
[1] https://www.beautycologa.it/lilial-dobbiamo-preoccuparci/