Dal 1° settembre 2025 scatta in tutta l’Unione Europea una svolta importante per il settore cosmetico, in particolare per i prodotti professionali dedicati alle unghie. Due sostanze molto utilizzate negli smalti in gel e semipermanenti, il TPO (Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide) e il DMTA (Dimethyltolylamine), diventano ufficialmente classificate come CMR 1B, e di conseguenz automaticamente vietate come ingredienti cosmetici.
Inquadriamo meglio queste due sostanze:
Cosa sono TPO e DMTA? Il TPO è un fotoiniziatore che, esposto alla luce UV, consente la polimerizzazione dei gel per unghie. È quindi un ingrediente chiave per ottenere la “presa” e la durata tipica dello smalto semipermanente, mentre il DMTA è un co-iniziatore spesso usato insieme a fotoiniziatori come il TPO.
Perché queste due sostanze sono state vietate? Tutto parte dal TPO: da Marzo 2024 era oggetto di discussione a causa del suo profilo tossicologico preoccupante. Con il Regolamento Delegato (UE) 2024/197, il TPO è stato classificato come CMR categoria 1B nell’ambito del Regolamento CLP (Reg. (CE) 1272/2008). Questa classificazione ha comportato il suo inserimento automatico nell’Allegato II del Regolamento Cosmetici (Reg. (CE) 1223/2009), ossia l’elenco delle sostanze vietate.
Quando una sostanza è classificata come CMR 1B, significa che gli studi animali mostrano effetti chiari, come effetti negativi sulla fertilità o alterazioni a livello di sviluppo embrionale ma non esistono studi epidemiologici o clinici che abbiano dimostrato tossicità riproduttiva nell’uomo. In questi casi la normativa cosmetica europea (Art. 15 del Reg. 1223/2009) ne impone automaticamente il divieto.
A differenza del TPO, sul DMTA non esistono ancora pareri recenti del SCCS, né specifici Regolamenti comunitari ad hoc, ma il divieto rientra nell’azione coordinata dell’UE per eliminare sostanze con potenziali rischi tossicologici dai prodotti cosmetici.
Perché i tempi legislativi sono così lunghi?
Nel 2015, SCCS ha concluso (SCCS/1558/15) che il TPO era sicuro in alcuni gel professionali per unghie polimerizzati con raggi UV fino al 5% in determinate condizioni, ma ciò valeva prima dell’attuale inserimento in categoria CMR 1B, che ha effetto immediato sul Regolamento Cosmetico Europeo 1223/2009. Quindi dal primo parere scientifico su TPO e la sua messa al bando sono passati 10 anni, tempo durante il quale sono emersi nuovi studi sulla tossicità della sostanza.
Dal punto di vista della salute pubblica, questi tempi lunghi possono apparire problematici: significa che i consumatori e i professionisti hanno usato per anni prodotti contenenti una sostanza oggi riconosciuta come tossica per la riproduzione. D’altra parte, la messa al bando è motivo di prevenzione, in quanto non esistono prove certe che il TPO sia tossico per la riproduzione umana.
Cosa succederà a partire dal 1° Settembre 2025?
• Produttori e distributori: dal 1° settembre 2025 non possono più immettere sul mercato cosmetici contenenti TPO o DMTA. Devono inoltre gestire il ritiro dei prodotti non conformi.
• Centri estetici e nail artist: non è possibile utilizzare neppure scorte già acquistate in modo categorico, perché la legge non prevede un periodo di smaltimento.
Come riconoscere la presenza di TPO e DMTA?
È bene prestare attenzione alle etichette INCI e vedere che né TPO né DMTA siano presenti nei prodotti professionali. Alcuni marchi indicano già prodotti “TPO-Free” per garantire conformità.
Alternative ecodermocompatibili
Al momento esistono altri ingredienti cosmetici, come il Bis-acylphosphine oxide (BAPO) e il Ethylhexyl dimethylaminobenzoate (EDB) che svolgono la medesima funzione del TPO e DMTA, ma non sono classificati come CMR.
Per quanto riguarda invece alternative ecodermocompatibili, queste sono ancora in via di sviluppo, alcune aziende infatti stanno sviluppando fotoiniziatori da fonti rinnovabili (biomassa, scarti agroalimentari) con approccio “green chemistry”, mentre altre stanno esplorando fotoiniziatori di origine vegetale, derivati da acido ferulico, cumarina, flavonoidi.
La messa al bando di sostanze come TPO e DMTA dimostra l’efficacia ma anche la lentezza del sistema regolatorio europeo. Le decisioni non derivano da prove cliniche dirette sull’essere umano, bensì da solide evidenze tossicologiche sugli animali e dall’applicazione del principio di precauzione in cui SKINECO crede fortemente: meglio prevenire l’esposizione dei consumatori a molecole potenzialmente dannose, anche in assenza di casi documentati. La sfida futura sarà quindi quella di coniugare la rigorosità scientifica con una maggiore rapidità decisionale, favorendo la ricerca e lo sviluppo di alternative sicure ed ecosostenibili.
1 https://single-market-economy.ec.europa.eu/sectors/cosmetics/tpo-nail-products questions-answers_en?utm_source=chatgpt.com
2 https://estrosa.it/content/9-tpo-informazioni-importanti-sui-prodotti#