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LA CHIMICA DEL DOPOSOLE: NECESSITA’ O MARKETING ESTIVO?

LA CHIMICA DEL DOPOSOLE: NECESSITA’ O MARKETING ESTIVO?

22.07.2025.

Ogni estate la scena si ripete: ci si espone al sole, a volte ci si scotta e poi si spalma “qualcosa” che promette sollievo. Ma cos’è davvero un doposole? Cosa succede alla pelle dopo l’esposizione solare? E soprattutto: funziona davvero o è solo un gesto rituale postspiaggia?

La risposta ce la dà la scienza dei cosmetici.

 

Cosa succede alla pelle durante l’esposizione solare?

Quando ci esponiamo al sole, la nostra pelle è bersaglio di un mix complesso di radiazioni UVB e UVA, responsabili rispettivamente dell’eritema (scottatura) e dell’invecchiamento cutaneo. L’esposizione solare genera radicali liberi, danneggia lipidi, proteine e DNA, e può innescare un’infiammazione silente anche senza arrossamenti evidenti.

Il risultato? Una pelle disidratata, vulnerabile, ossidata. Una barriera cutanea che fatica a trattenere acqua e che ha bisogno di essere aiutata, anche se noi non lo vediamo. E qui entra in gioco il doposole.

 

Doposole: non un semplice idratante

Il doposole moderno non è un semplice “latte rinfrescante”. Formulato con attivi specifici, è un prodotto funzionale che deve rispondere a tre esigenze fondamentali: lenire, idratare, riequilibrare. La vera efficacia di un doposole si gioca qui: aiutare la pelle a recuperare, prevenendo desquamazioni, disidratazione profonda e fotoinvecchiamento precoce.

È risaputo che è importantissimo idratare la pelle dopo l’esposizione, a prescindere dalle scottature, la nostra pelle post estate dipende da come l‘abbiamo curata durante i mesi caldi.

Il doposole quindi è un prodotto che andrebbe usato di prassi dopo l’esposizione, non soltanto se ci scottiamo. Il dopo sole, infatti, non ha la capacità di cancellare i danni delle scottature, che si accumulano volta dopo volta. Ma idrata e lenisce la pelle, evitando che la pelle rimanga segnata dai danni del sole.

È diverso da una crema normale? È marketing?

Sì e no. Il dopo sole è formulato in modo mirato per la sua funziona specifica, anche se ci siamo protetti con le creme solari. Inoltre, spesso le case di produzione di materie prime creano degli ingredienti su cui fanno dei test molto specifici sulla funzione che questi devono avere, ad esempio sulla riparazione dei danni indotti dai raggi solari, formulando così con ingredienti riparativi con risultati tangibili. È chiaro quindi che comparando il dopo sole ad una normale crema, questo sarebbe molto più indicato, ma se non lo abbiamo a disposizione, una normale crema corpo è meglio che niente.

 

Quali sono i migliori ingredienti presenti nei dopo sole?

Contrariamente a quanto si pensi, uno dei migliori ingredienti cosmetici presenti nei dopo sole non è l’aloe, ma l’acido ialuronico. Questo perché partecipa ai processi di riparazione cutanea, ed è ottimo soprattutto in caso di scottature. Altro ingrediente è l’estratto gel delle pale di fico d’india, che contiene amminoacidi che partecipano ai processi di riparazione delle ferite ed ha proprietà lenitive e antiossidanti, risultando estremamente efficace per idratare e proteggere la pelle. Ancora interessante è il Dipotassium Glycyrrhizate, principio attivo estratto dalla radice di liquirizia, che inibisce la produzione di prostaglandine e altri mediatori dell’infiammazione, riducendo rossore, prurito, bruciore e altri sintomi legati all’eritema solare.

Al contrario, è bene evitare ingredienti potenzialmente irritanti, sensibilizzanti o occlusivi, che potrebbero peggiorare lo stato della cute: • Alcol denaturato (Alcohol Denat.): può seccare e irritare la pelle sensibilizzata dal sole.

Fragranze: aumentano il rischio di fotosensibilizzazione e reazioni allergiche.

Coloranti: inutili e potenzialmente irritanti. • Parabeni (in soggetti sensibili): conservanti controversi, soprattutto se la pelle è compromessa.

Siliconi occlusivi (es. dimethicone in alte concentrazioni): possono impedire alla pelle di “respirare” e ostacolare la traspirazione naturale post-sole.

Oli minerali e paraffina: effetto filmante ma non apportano veri benefici riparatori.

Acidi esfolianti (AHA, BHA): da evitare subito dopo il sole, perché possono irritare la pelle già stressata.

 

ll futuro del doposole è sostenibile e intelligente

Le nuove generazioni di doposole si arricchiscono di attivi biotech e derivati vegetali fermentati. Cresce anche l’attenzione per l’ambiente: packaging eco-friendly, formule biodegradabili e ingredienti a basso impatto.

In laboratorio si studiano attivi sempre più mirati, capaci non solo di lenire ma anche di modulare i marcatori epigenetici dell’infiammazione post-UV, rallentando i segni del tempo.

Alcuni degli attivi più recenti e innovativi sono:

Photolyase: enzima attivato dalla luce visibile, ripara specifici danni da UV (dimeri di timina). È contenuto nel Plankton Extract.

Endonuclease: coinvolto nella riparazione del DNA danneggiato. Contenuto nel Micrococcus Lysate (Endonuclease) in liposomi.

• Ogg1 (8-oxoguanina DNA glicolisasi): contrasta l’ossidazione del DNA nucleare e mitocondriale. Spesso presente insieme a complessi multi-enzimatico anti-ROS.

In conclusione: il doposole è prevenzione

Trattare la pelle dopo il sole non è un vezzo, ma un atto di cura scientificamente fondato. Un buon doposole oggi può fare la differenza tra un’abbronzatura sana e un danno silenzioso, tra comfort temporaneo e vera riparazione.

Perché la pelle, come ogni organismo complesso, ricorda. E ogni esposizione è un capitolo che lascia traccia nel suo diario biologico.

 

 

 

 

 

 

 

1 Leite CDS, Bonafé GA, Pires OC, Santos TWD, Pereira GP, Pereira JA, Rocha T, Martinez CAR, Ortega MM, Ribeiro ML. Dipotassium Glycyrrhizininate Improves Skin Wound Healing by Modulating Inflammatory Process. Int J Mol Sci. 2023 Feb 14;24(4):3839. doi: 10.3390/ijms24043839. PMID: 36835248; PMCID: PMC9965141.

2 https://practicaldermatology.com/topics/skin-cancer-photoprotection/internal-and-external-healing-therise-of-after-sun-care/27165/

3 Maytin EV, Chung HH, Seetharaman VM. Hyaluronan participates in the epidermal response to disruption of the permeability barrier in vivo. Am J Pathol. 2004 Oct;165(4):1331-41. doi: 10.1016/S0002-9440(10)63391-3. PMID: 15466397; PMCID: PMC1618628.

4 https://synapse.patsnap.com/article/what-is-the-mechanism-of-glycyrrhizinatedipotassium?utm_source=chatgpt.com

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