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| Prodotti per bambini |
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Più di 80 milioni di Euro: è il fatturato dei cosmetici per bambini.
La paidocosmesi è un'industria in attivo, con un'utenza di consumatori in crescita nelle fasce di popolazione
abbiente, ma anche tra quelle meno ricche.
Il mercato ne ha per tutti i gusti, così come la reperibilità dei prodotti, che spazia dalla farmacia, alla
profumeria, alla catena dei grandi magazzini.
Da dermatologi, sappiamo che la cute del bambino è immatura sotto vari punti di vista:
- Immunologico
- Reattivo
- Endocrinologico
La stessa immaturità rende la cute del bambino molto più esposta di quella dell'adulto a tutti gli insulti
esterni (aria, sole, acqua), nonché a tutto quanto le applichiamo sopra.
Prima del quarto anno di vita, le funzioni protettive e immunologicamente competenti, non sono pronte al normale
funzionamento. Le nuove linee guida sull'esposizione solare sconsigliano la stessa prima dei due anni di vita.
Di fatto, tutti i bambini hanno, fisiologicamente, la pelle secca.
Attualmente, la ritualità cosmetica nel neonato è piuttosto articolata e prevede, ogni giorno o quasi:
- Bagnetto
- Shampoo
- Detersione a ogni cambio di pannolino
- Applicazione di creme e/o paste protettive, antiinfiammatorie, impermeabilizzanti
- Applicazioni di polveri e/o talco ad azione assorbente
- Applicazione di Profumi
- Applicazione di filtri solari (specificatamente formulati)
Ma in realtà il neonato non ha bisogno di molto! È necessario limitare l'utilizzo dei prodotti
in questione: oltre a non apportare benefici alla pelle infantile, bisogna soprattutto evitare che alcuni dei
principi attivi spesso contenuti e a dir poco discutibili, vengano a contatto con la stessa.
Per capire cosa contengono realmente i prodotti che stiamo usando, non facendosi influenzare dai claim
pubblicitari, è necessario saper leggere il linguaggio INCI.
L'INCI, in breve, è l'elenco degli ingredienti contenuti nel prodotto che, in base all'attuale normativa, deve
essere riportato sull'etichetta dei cosmetici. Gli ingredienti vengono elencati nell'INCI in base alla quantità
presente nel prodotto, in ordine decrescente a partire da quello maggiormente rappresentato a quello presente
in minima parte.
Imparare a decifrare l'INCI è la prima tappa per inquadrare i componenti di un prodotto cosmetico, la sua
reale efficacia, la sua tossicità e/o incompatibilità con l'ambiente oltre che nei confronti della pelle, la
sua biodegradabilità.
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| Un po' di chimica: alcuni esempi di ingredienti e molecole da evitare |
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- Petrolati (paraffina, vaselina, mineral oil)
Tutti derivati dal petrolio, oltre a non essere biodegradabili, recentemente sono stati inseriti dalla
Direttiva Europea tra i cancerogeni di classe II (Dermatite da petrolatum del neonato).
- Siliconi. Prodotti sintetici, non biodegradabili
Utilizzati per migliorare la spalmabilità del prodotto, di fatto possono disidratare la pelle perchè ottimi
solventi!
- Triclosan
Grosso potere allergenico, si accumula nel corpo, si ritrova anche nel latte materno!
- Glycol
Solventi aggressivi, derivati dal petrolio (glicole propilenico, la cui struttura chimica si avvicina
tantissimo ai prodotti antigelo dei motori delle macchine!!!), che solubilizzano anche i grassi
fisiologici della cute. Spesso vengono usati per allungare gli olii essenziali.
- PEG (Polietilenglicoli)
Derivati petroliferi con cui si strutturano la maggior parte dei tensioattivi, da cui può scaturire la
produzione di una molecola molto pericolosa : il Diossano.
- EDTA
Sostanze chelanti i metalli (ma li rende disponibili ad essere disciolti nelle acque, con conseguente
intossicazione della fauna marina!).
- DEA, MEA, TEA
Sigle che appaiono in prodotti di sintesi che, combinati con altri componenti, possono portare alla
formazione di nitrosammine (sostanze altamente cancerogene).
- Formaldeide
Sostanza usata per la conservazione e la disinfezione. Altamente cancerogena.
- Ftalati
Alterano lo sviluppo del sistema riproduttivo maschile. Uno studio recente ne ha rivelato la presenza
massiccia in più dell'80% dei soggetti indagati, specie nei neonati al di sotto degli 8 mesi di vita.
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| "A cura di Pucci Romano, Vice-Presidente Skineco" |
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