Home   Contatti  
 
 
. aderire a skineco .
 
   Chi siamo
   Comitato Scientifico
   Soci onorari
   Statuto
   SkinecoMission
   Skineco per le Aziende
   Progetti e Iniziative
 
   Glossario eco-dermocosmetico
   I nostri preferiti
 
 
   
 
Approfondimenti
Cosmetici
Detersivi
Tessuti
Ecosistema pelle
I numeri della pelle
Attraverso e sulla pelle
Pelle e ambiente
Pelle e fumo
L'eco-dermocompatibilità
L'eco-dermotecnologia
FAQ
 
 
Materie prime nel futuro dei cosmetici
 
Per soddisfare la continua evoluzione delle richieste, le formulazioni cosmetiche si sviluppano sotto la spinta di motori molto diversi. Le nuove esigenze di trattamento cutaneo, le scoperte della dermatologia e della biochimica cutanea, le misurazioni raffinate della bioingegneria, la chimica fisica e la fisica dei materiali, la ricerca di gradevolezza estrema forniscono nuovo alimento allo sviluppo formulativo.

Le scienze sensoriali e quelle legate allo sviluppo della società richiedono nuove combinazioni di sostanze e piacevoli sviluppi percettivi durante l'applicazione sulla pelle. L'ecosistema cutaneo esige un rispetto adeguato e il mantenimento del suo stato di equilibrio.

L'innovazione richiesta dal settore non sarebbe tuttavia possibile senza nuove materie prime. Fonte di sviluppo anche la rivisitazione degli ingredienti tradizionali, cui si attribuiscono oggi nuovi razionali scientifici di impiego.

L'esame di alcuni ingredienti nuovi o 'rinnovati', secondo le strategie del 'naturale' o delle nuove sintesi, può aiutarci a seguire le tendenze nella strategia formulativa cosmetica dei prossimi anni.
 
Gli emollienti
 
Sostanze 'veicolo', si diceva in passato. In grado di rendere liscia e morbida la pelle, secondo la definizione del dizionario. Di fatto, il deus ex machina dell'ingredientistica cosmetica. Non esiste adeguato passaggio trans-dermico senza il giusto veicolo o corretto sistema solvente né protezione della barriera epidermica. Non si hanno sensazioni gradevoli e distribuzione cutanea adeguata senza l'insieme dei componenti oleosi delle emulsioni.

Tuttavia, questo non è più sufficiente. Siamo ormai nel mondo degli emollienti funzionali, sostanze che uniscono potere solvente e buona distribuzione cutanea a una serie di attività dermiche nuove. Ne sono un esempio i polideceni idrogenati, idrocarburi tecnologici ottenuti dall'etilene ad alta purezza, tramite passaggi successivi di polimerizzazione, prima a decene, poi ai suoi oligomeri, successivamente idrogenati.
  • Di aspetto simile all'olio di vaselina, ne hanno tutti i vantaggi e nessuno dei difetti.
  • A struttura molecolare ramificata, sferoidale, sono molto scorrevoli e poco untuosi.
  • Poco polari, hanno tuttavia potere solvente per molte sostanze mediamente polari e principi attivi.
  • Non occlusivi, rendono gradevole la permanenza dei trattamenti sulla cute.
  • Chimicamente stabili, stabilizzano sostanze labili all'ossidazione.
  • A struttura esattamente nota, hanno limiti tossicologici molto più alti rispetto agli idrocarburi misti, che sono in gran parte non identificati e poco rintracciabili, contenuti nell'olio di vaselina.
  • Senza diffondere in profondità nella cute, hanno potere idratante notevole e formano film protettivi.
  • Facilmente emulsionabili, sono compatibili anche con cute abrasa o irritata.
  • Disponibili in vari livelli di scorrimento, sono approvati anche per uso alimentare. Un esempio di emolliente funzionale perfetto.
Nel campo degli oli vegetali, questi ultimi non si usano più solo per la componente trigliceridica ma anche per le frazioni dette insaponificabili, contenenti steroli protettivi delle membrane cellulari, in grado di coordinare l'idratazione cutanea e supportare le difese antiossidanti. Si sta riscoprendo quindi:
  • l'olio di Palma (Elaeis guineensis) integrale: ricco in tocoferoli, tocotrienoli e betacarotene, ha per questo proprietà antiossidanti e anti-age molto spiccate. I tocotrienoli, appartenenti alla famiglia della vitamina E, sono strutturalmente molto simili ai tocoferoli, dai quali differiscono solo per il numero superiore di legami insaturi. Questi permettono di penetrare più facilmente la membrana cellulare, con conseguenze funzionali importanti:
    • l'alfa tocotrienolo ha attività antiossidante da 40 a 60 volte maggiore dell'alfa tocoferolo, grazie alla maggior efficienza di riciclo del radicale cromanossilico;
    • migliore biodistribuzione nelle membrane e interazione con i radicali lipoperossidici.
    Tra le varie isoforme, il delta-tocotrienolo è fisiologicamente il più potente, con una maggior efficienza di neutralizzazione delle specie radicaliche.
Nel campo delle sintesi organiche con sostanze "miste" (ottenute con materie prime sia vegetali che di sintesi) è comparso un nuovo attore, il butilenglicole di-caprilato di-caprato, un estere ramificato derivante da acidi grassi vegetali (malgrado il nome) a corta catena, con un tatto emolliente alla distribuzione ma una sensazione finale molto asciutta (dry-feel) in grado di rendere meno pesante il tatto dei protettivi solari ad elevato contenuto di filtri minerali.

Sempre la spinta sensoriale ha portato allo sviluppo, nel mondo della sintesi organica, di nuove gomme siliconiche lubrificanti, massaggiabili a lungo ma con tatto finale sericeo. Permettono un massaggio continuato, la stesura in film sottile, sono chimicamente inerti ed esaltano la compliance di impiego.
 
Gli emulsionanti
 
Destinati, nella tecnologia delle emulsioni, a stabilizzarle, si sono anch'essi funzionalizzati e adeguati alle richieste della sicurezza di impiego. La nuova parola d'ordine è: ridurre la concentrazione. Un eccesso di emulsionanti secca la pelle e veicola in profondità sostanze non sempre desiderate (per es. conservanti, profumi) molto di più delle soluzioni alcoliche. Ormai si ottengono emulsioni stabili con solo l'1-3 % dei nuovi emulsionanti.

Si è scoperto, inoltre, che sono efficaci veicoli dei principi attivi e ne promuovono l'assorbimento trans-cutaneo.

Emulsionanti polimerici sempre più raffinati rimangono invece in superficie e il loro effetto svanisce dopo l'interazione con i sali di calcio residui dal lavaggio con acqua di rete.

Nel campo vegetale, associazioni di gomme polisaccaridiche, pur non ottenendo risultati sensorialmente brillanti, sono oggi usate come stabilizzanti alternativi.
 
Le nuove norme
 
Le nuove leggi europee sono sempre più rivolte alla protezione del consumatore; la sicurezza è la parola chiave anche nel campo delle materie prime. Oltre al già consolidato Dossier di Innocuità della formula, che deve accompagnare ogni prodotto nella sua vita di mercato, dal Marzo 2005 tutti i cosmetici devono riportare la data di scadenza post-apertura. Un grosso colpo all'immortalità apparente di moltissimi prodotti, e una garanzia di non impiegare cosmetici scaduti e divenuti perciò meno sicuri. Sempre dalla stessa data, gli allergeni più frequenti contenuti nei profumi o negli oli essenziali più o meno vegetali (da un elenco di 26) devono essere indicati nella composizione INCI in etichetta, se al disopra della soglia di rischio. Compito del medico segnalarli ai propri pazienti allergici.
 
La detersione funzionalizzata
 
Non più un'operazione di eliminazione, ma un vero e proprio trattamento cutaneo durante il lavaggio. Con il nuovo Zinco Cocoil eteresolfato (INCI Name: Zinc Cocethsulphate) si ottiene, durante la detersione, la deposizione di ossido di Zinco colloidale. Si hanno effetti deodoranti di lungo termine, una buona efficacia anti-forfora ed effetti cutanei lenitivi.

Alla luce dei vantaggi offerti dai sali di Zinco nelle allergie al Nichel, potrebbe essere interessante studiarne l'efficacia di riduzione dell'elicitazione allergica nei pazienti sensibilizzati al Nichel.

Nel campo della detersione tradizionale, i nuovi Gemini Surfactants, formati da due catene tensioattive classiche unite da un ponte di alcuni atomi di carbonio, danno uguale funzionalità a dosi molto inferiori a quelle tradizionali. Sono in arrivo i tensioattivi polimerici (fatti da più catene impacchettate) che dovrebbero funzionare a livelli ancora minori.

Per ridurre l'irritazione da tensioattivi, gli alchil glucosidi, la cui parte idrofila è una lunga catena polisaccaridica vegetale e la parte lipofila deriva dall'olio di cocco, hanno dimostrato di abbassare il numero e l'entità di reazioni allergiche alle impurezze delle alchilamido betaine.
 
I nuovi solari
 
Per migliorare la foto-stabilità e la resa dei filtri minerali (biossido di Titanio e ossido di Zinco), si esegue un 'dopaggio' con sali di Manganese, che rendono più facile il ritorno allo stato fondamentale degli elettroni "eccitati" dagli UV.

Nuovi filtri organici insolubili (un ibrido tra i due concetti di filtro chimico e filtro fisico) sono stati sintetizzati. Sempre all'insegna dell'efficienza con il minimo di concentrazione, si producono oggi nano-filtri di dimensioni microniche, oppure si inglobano le sostanze filtranti in microsfere di materiale vetroso, per impedirne la diffusione negli strati più profondi dell'epidermide, dove sarebbero inefficienti.

Ma l'innovazione più intrigante sono nuove scaglie polimeriche multistrato. Regolando lo spessore delle lamelle multiple che li compongono si possono riflettere solo i raggi UVB e UVA, rimanendo perfettamente trasparenti al visibile e senza nessun passaggio transdermico.

Dal mondo marino, una polvere di corallo fornisce un nuovo filtro 'fisico' in alternativa agli ossidi metallici. Ad ampio spettro di assorbimento (UV-B, UV-A e IR) ha anche funzione di termoregolazione cutanea. La miglior difesa è la prevenzione, specie in cosmesi: l'estratto di Curcuma Longa (Curcumina) inibisce la gelatinasi (Takada et al; IFSCC Conference Seul, 2003) enzima coinvolto nei danni UV-A alla membrana basale, tanto che il 90% delle donne sui 40-50 anni è gelatinasi-positivo nelle zone foto-esposte.

Poli- e oligosaccaridi

Considerati nel passato molecole prive di informazioni strutturali interessanti, sono oggi alla ribalta sotto la spinta di nuove scoperte. Oligo- e polisaccaridi ricchi in ramnosio e fucosio, secondo un gruppo di ricercatori dell'Università di Parigi e dell'Istituto di Dermatologia Hotel Dieu, stimolano la proliferazione cellulare, catturano i ROS, inibiscono le proteasi MMP-2 e MMP-9, e aumentano la sintesi della matrice dermica ed elastinica.

Ahn et Al, nel corso dell'ultima Conferenza IFSCC di Seul (2003) hanno dimostrato che il Fruttosio-1,6-Difosfato, molecola fisiologica ma ottenibile per sintesi, riduce il danno ossidativo UV-indotto, preserva il contenuto di glutatione cellulare dopo irradiazione UV, sopprime la riduzione dell'espressione di collagene indotta dagli UVA e riduce l'espressione della metallo-proteasi MMP-1, anch'essa UV-Indotta. Un'arma multipla contro l'invecchiamento foto-cutaneo.

Tra gli attivi estratti dal riso, il mio-inositolo, uno zucchero esistente anche nell'organismo, a forte potere di coordinazione e strutturazione dell'acqua, va ad aggiungersi ai già noti trealosio, un disaccaride osmo-protettivo che mantiene inalterata l'attività degli enzimi con cui è a contatto e allo xilitolo, a potere idratante 8 volte superiore a quello della glicerina.

Non un saccaride, ma comunque ricavata dall'industria dello zucchero, la trimetilglicina o betaina, un osmo-protettivo in grado di solubilizzare l'acido salicilico, ha potere idratante molto elevato e la capacità di ridurre l'irritazione delle mucose trattate con tensioattivi.
 
I nuovi estratti vegetali
 
 
Sono molte le materie prime di origine naturale oggi impiegate in campo cosmetico. Usare un estratto vegetale vuol dire anche, agli occhi del consumatore medio, arricchire una formula, ossia un insieme di ingredienti vissuto come "artificiale", definito sgradevolmente "chimico", dandogli una veste "naturale". Anche se questo è un termine talmente abusato da divenire privo di significato. Un prodotto industriale quale il cosmetico, privo di sostanze di sintesi, non avrebbe stabilità adeguata all'ossidazione o all'attacco microbico.

La filosofia di comunicazione basata sul "naturale" piace molto al consumatore medio, che comprende il linguaggio degli alimenti e non quello delle molecole. È infatti più facile rassicurare descrivendo un ingrediente naturale che uno di sintesi. Ricordandoci che nella comunicazione occorre usare il linguaggio dell'ascoltatore per essere efficaci.

Il mondo vegetale offre, tuttavia, alcuni vantaggi obiettivi.
  • In primo luogo, si riducono, anche in maniera sensibile, i costi legati alla ricerca di nuove materie prime; l'identificazione di un principio attivo da sostanze vegetali e la sua produzione per estrazione hanno costi inferiori rispetto alla ricerca e alla successiva sintesi di una sostanza di pari complessità, come nel caso dell'Acido Rosmarinico, potente antiossidante.


  • Inoltre, non è sempre necessario purificare a fondo le miscele di estrazione vegetale. Molte sostanze accompagnanti i principi attivi non ne pregiudicano l'innocuità o efficacia. L'attività dell'acido rosmarinico è coadiuvata dalle impurezze di acido ursolico e acido carnosico, che agiscono in sinergia. L'epigallocatechina gallato estratto dal tè verde può contenere come impurezze dimeri, trimeri o altri flavonoidi, sostanze tutt'altro che nocive. Anzi, la possibile sinergia degli ingredienti può essere decisiva per la funzionalità cutanea. Le proprietà del tè verde sono note nella farmacopea cinese da secoli; gli studi più recenti confermano specifiche proprietà antimicrobiche, antinfiammatorie e antiradicaliche. La miscela di tutti i polifenoli rafforza i sistemi difensivi antiossidanti, stimolando la glutatione perossidasi, la catalasi e le glutatione-S- transferasi.


  • La tecnologia attuale ci permette di estrarre da vegetali miscele di sostanze (es. con CO2 supercritica), titolarle e standardizzarle in sostanze funzionali. Inoltre, è possibile isolare determinati principi attivi (es. per distillazione molecolare) e concentrarli a un livello di purezza elevato. Procedimenti successivi possono essere la derivatizzazione, eseguita a scopo di stabilizzazione o per un migliore passaggio trans-epidermico.
In sintesi, l'impiego vegetale per tradizione popolare oggi viene riscoperto e studiato scientificamente con test clinici che ne certifichino l'efficacia, l'innocuità e compatibilità cutanea. L'Acido 18-beta-glicirretico ne è un esempio. Acido triterpenico ottenuto per idrolisi dell'acido glicirrizico, principale costituente della tradizionale liquirizia (Glycyrrhiza glabra L) è dotato di buona azione batteriostatica che si evidenzia soprattutto sui Gram-negativi. Possiede proprietà antiinfiammatorie, rigranulanti, cicatrizzanti, antiallergiche, dimostrate sperimentalmente su ferite ed ulcere. È usato per il trattamento locale di disordini infiammatori della pelle, bocca e gola.

Utilizzata in molti prodotti tricologici, la Serenoa repens ha funzionalità ben dimostrata, data dall'insieme di diversi meccanismi d'azione:
  1. inibizione della 5-alfa-reduttasi, enzima implicato nella trasformazione del testosterone in di-idrotestosterone, metabolita biologicamente attivo che stimola sia la proliferazione cellulare, favorendo quindi l'ipertrofia del tessuto prostatico, sia la formazione di forfora e sebo in eccesso sul cuoio capelluto, fino alla miniaturizzazione del capello e alla sua caduta.
  2. antagonismo selettivo locale del legame tra di-idrotestosterone e recettore per gli androgeni.
  3. azione antinfiammatoria e antiedemigena, dimostrata dalla ridotta permeabilità capillare indotta dall'istamina.
 
Il futuro?
 
Ci aspetta la polisensorialità globale, intesa come arricchimento dell'esperienza di consumo. I sensi guideranno l'educazione del consumatore verso cosmetici sempre più gradevoli, con immagine pubblicitaria indefinita, per permettere ampio spazio alla fantasia, ma sensorialmente eccitanti.

Nuovi attivi high - tech, saranno contenuti in sistemi "automatici" di rilascio, attivati da segnali molecolari. E forse la cosmesi elettrica, stimolante reazioni anti-ossidative, sarà la tecnologia anti-age del prossimo decennio.

Per ora accontentiamoci dei "prodotti Morfeo" che aiutano i rituali propiziatori del sonno. Insieme al massaggio creano un'atmosfera rilassante, utilizzando le tecniche della cosmesi olfattiva, che stimola alcune funzioni fisiologiche (per es. la lipolisi). Si tratta di prodotti 'slow' che richiedono tempo per la loro applicazione e creano isole di calma nella vita di tutti i giorni. Contrapposti ai cosmetici ad alta velocità "fast", multiuso e a rapida azione per chi ha poco tempo da dedicarsi.
 
Conclusioni
 
Il mondo delle piante, se esplorato ancora più a fondo, può riservare molte sorprese. Il mare poi è stato anche definito il nuovo petrolio, con i suoi tanti possibili settori di ricerca: Alghe, Funghi, Plancton, ecc. Occorre ricordare che non ha senso scientifico la contrapposizione naturale-sintetico. Come in tutte le zone di confine, avviene il massimo degli scambi tra i due sistemi. La battaglia della naturalità, se intesa apoditticamente, ha spesso significati propiziatori agli dei dell'emozione. Prodotti più performanti, con risultati più facilmente percepibili dal consumatore sono l'obiettivo della cosmesi moderna. Ottenibili con tecniche nuove e sostanze sempre meglio caratterizzate. Il traguardo della chiarezza espositiva e la chiara dimostrazione e comunicazione degli effetti raggiungibili dovranno accompagnarli, per una crescita sempre più scientifica del settore.
 
"A cura di Luigi Rigano, Nicola Lionetti"
 
Torna indietro
 










 
 
 
 
Wikipedia Facebook